La frequenza ideale per praticare yoga è una domanda che si pongono molti appassionati di questa disciplina. Non esiste una risposta unica e valida per tutti, poiché dipende da diversi fattori come l’esperienza, gli obiettivi e lo stile di vita individuale. Continua a leggere
Lo yoga nidra, spesso tradotto come “sonno yogico”, è una tecnica di rilassamento profondo che conduce a uno stato di coscienza tra la veglia e il sonno.
Questa potente pratica agisce su tutto il sistema nervoso e offre numerosi benefici per il corpo e la mente. Continua a leggere
Bandha è una parola Sanscrita che significa legare, unire, afferrare o anche stringere. Sta ad indicare delle contrazioni o chiusure di alcune parti del nostro corpo.
Questa chiusura la utilizziamo durante la pratica degli Asana per racchiudere l’energia del corpo in determinati punti ed evitare che si disperda.
In generale i bandhà che usiamo durante le pratiche yoga o di pranayama nel nostro corpo sono 3: mula bandha, uddyana bandha e jalandhara bandha.
Continua a leggere
I 3 Asana associati a Virabhadra sono fra i più praticati e conosciuti dagli yogi. Vengono tradotti come posizioni dei guerrieri, ma in realtà, volendo fare una traduzione letterale, Vira significa eroe, uomo coraggioso, mentre Badhra benevolo, felice, grandioso.
Ma perché ci sono tre varianti di questa asana? Continua a leggere
La pratica delle posture di inversione nello yoga evoca simbolismi profondi ovvero il ribaltamento della percezione del mondo che si attua a partire dal proprio corpo fisico in cui entrano in gioco però alcuni snodi fondamentali e di essi, della loro fragilità e forza, va tenuto conto, altrimenti si rischia di incorrere in rovinose caduta, senza progredire di un passo nella conoscenza del se
Fra tali snodi quello che le fa da padrone nell’esecuzione delle posture invertite nello yoga è senz’altro il collo, un vero e proprio ponte tra la testa e il resto del corpo. Continua a leggere
ll primo testo che parla dello Yoga fu scritto da Patanjali a un certo punto della storia fra il 500 A.C. e il 300 D.C. Il testo si chiama Yoga Sutras, e in questo, lo Yoga è definito come “chitta-vrtti-nirohdah” (sutra I.2) che letteralmente significa: “Lo Yoga è l’annullamento delle fluttuazioni della mente”, e attraverso questo raggiunto silenzio, l’uomo scopre il suo vero Sé. Continua a leggere
E’ una delle sequenze più conosciute dello yoga ma forse non tutti sanno che è di recente introduzione rispetto invece al culto che ha origini ben piu antiche. In sanscrito surya significa “sole” e “namaskara” indica un tipo di saluto reverenziale, pertanto la traduzione letteraria è il saluto al sole inteso come un atto di devozione.
Il Sole, la nostra fonte primaria di luce, è oggetto di adorazione dall’inizio dei tempi. Continua a leggere
Secondo la tradizione yoga ogni uomo ha a sua disposizione una certa quantità di nettare vitale (soma o amrita) che si trova a livello del settimo chakra, Sahasrara, che, a causa della forza di gravità, scende goccia dopo goccia dalla cavità palatale per essere bruciata dal fuoco gastrico.
Le posizioni invertite interrompono questo processo, permettendo al liquido dell’immortalià di rimanere a soggiornare nella sommità del capo. Invertendo la postura corporea, è possibile preservare questo nettare rallentando e fermando il gocciolamento, allungando cosi la vita dell’uomo. Continua a leggere
I termini Meru e Kurma come estensione del loro significato all’interno della pratica di supporto e asse del movimento, e trova la sua origine all’interno di un mito, quello della zangolatura dell’oceano di latte.
Questa leggenda racconta che Molti tesori divini andarono perduti in un diluvio universale in oceano di latte e tra essi il nettare dell’immortalità (amṛta) con cui gli Dei conservavano la propria giovinezza.
Nello Yoga-Sutra di Patanjali possiamo trovare le indicazioni essenziali a proposito di quali debbano essere le qualità di un asana.
Inanzitutto è pero fondamentale spiegare bene che cosa è asana.
Asana non è soltanto un movimento che eseguiamo o una posizione che assumiamo. E’ molto più di questo. In asana il respiro e la mente sono coinvolti tanto quanto il corpo e tutti e tre questi elementi vengono cosi influenzati positivamente. Asana è una postura che dobbiamo assumere con atteggiamento di meditazione.










